Governo

Il discorso di Renzi: tra Europa, Erasmus e Costituzione

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Un lungo discorso a braccio, come da tempo non si vedeva alla Camera dei Deputati. Matteo Renzi stravolge l’etichetta e consegna il suo intervento (lo stenografico di quello di ieri in Senato, anch’esso senza un testo prestabilito), lasciando spazio al dibattito. Il più giovane Presidente del  Consiglio della storia repubblicana, uno che non ha nemmeno l’età per essere eletto in Senato e solo 11 anni più di me (e la differenza si fa ancora più ampia con altri Deputati), ha ascoltato per 6 ore; ha preso appunti, poi ha replicato.

Fa impressione la calma e allo stesso tempo l’incisiva determinazione di Matteo Renzi. L’ho osservato dalla mia posizione privilegiata, in prima fila tra i banchi della Camera, e ho notato l’attenzione che ha prestato soprattutto alle critiche. Certo, a volte aveva espressioni di disappunto se non condivideva ciò che veniva espresso. È impressionante la tranquillità manifestata anche quando il discorso è stato interrotto da voci di disappunto. Si è fermato con la consapevolezza di chi sa che l’importante è la meta finale, concludere il proprio pensiero, delineare le linee guida della propria azione di governo, con la tenacia di una goccia d’acqua che corrode la roccia.

Il discorso di Renzi è iniziato con una riflessione profonda sul senso dell’azione politica intesa come servizio alla collettività. Non nel senso spregevole del termine, come talvolta viene inteso “io ti pago, tu mi devi rispondere, mi devi dire…”, come ci fosse una pretesa di onniscienza. Siamo uomini non macchine. Renzi ci ha richiamati a essere ONOREVOLI, davvero “degni di onore”, persone degne di stima, non perché rappresentanti di partito, ma come ’esempio degno di essere seguito. Essere “onorevoli” è prima di tutto un dovere morale nei confronti dei cittadini, purtroppo troppo spesso disatteso.

XVI_legislatura-330x200Matteo annuncia che il primo viaggio del Governo non sarà a Bruxelles per ricevere il placet dell’Europa, ma a Tunisi, per ribadire il ruolo centrale di ponte all’interno del Mediterraneo. Allo stesso tempo, però, ha ribadito che far parte dell’Europa non vuol dire esclusivamente rispettare dei vincoli, ma una grande opportunità che mai c’era stata prima nella storia. L’Erasmus, per esempio, permette agli studenti di tutti i paesi del Vecchio Continente di abbattere le frontiere nazionali. Una esperienza che io stessa ho vissuto, a Lipsia nel cuore dell’Europa, tra banchi della stessa università frequentata da Goethe, Leibniz, Wagner e Merkel, completando così la mia preparazione in modo più ampio, consolidando ciò che avevo appreso alla Sapienza di Roma. L’Italia deve essere la spinta di questa Europa e per esserlo deve superare il bicameralismo perfetto.

Matteo Renzi ha sorvolato sui temi del sociale e dello sport, per dare più spazio al mondo della scuola. Sarà con l’azione di tutti i giorni a dimostrare il suo pensiero e quello del Governo da lui presieduto al riguardo.

Io sarò lì, con il mio lavoro quotidiano, a ricordare quanto sia importante nella scuola che il Presidente del Consiglio ha illustrato, che il diritto allo studio sia veramente per tutti, che in questo paese le disparità siano veramente abolite, affinché tutti abbiano le stesse possibilità: abili e disabili, bianchi, neri, rossi, gialli.

art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Ce lo chiede la Costituzione.

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