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Russia e Ucraina: tra una fiaccola spenta ed una che sta per accendersi

fiaccola

Prima dell‘inizio dei Giochi Olimpici di Sochi avevo invitato l’allora Premier Enrico Letta a non partecipare alla cerimonia di apertura, per contestare le leggi di Putin contro l’omofobia e quelle che restringono le libertà personali. 

Parole vane, ma non avevo la presunzione di vincere la Ragion di Stato, sapevo che il mio appello sarebbe stato inascoltato, ma ho voluto ugualmente esprimere la mia contrarietà.

Durante i giorni di gara, il fascino delle competizioni è stato oscurato dagli eventi di cronaca (la contestazione e repressione delle Pussy Riot, l’arresto e la scarcerazione di Luxuria, rea di aver esposto una bandiera arcobaleno con la scritta in russo “gay è ok”,…), ma soprattutto dal precipitare della situazione in Ucraina. In quei giorni gli occhi del mondo erano puntati sulla Russia e su tutte le sue politiche e tutti hanno affrontato la questione di Kiev, come fosse un fatto interno a quel Paese, per tentare di mascherare la longa manus russa dietro la repressione del Presidente Yanukovich.

Adesso Yanukovich è caduto. Lo sfarzo della sua villa con zoo annesso è divenuto di dominio pubblico e tutti si sono indignati, come ci si era indignati per Saddam Hussain, Muhammar Gheddafi,…

L’Ucraina, però, è un paese dalla geopolitica complessa, strategico per la sua posizione e per le sue caratteristiche geomorfologiche, ma la popolazione è divisa in due componenti: filorussa e filoeuropea. Da ieri la Crimea, la penisola immersa nel Mar Nero proprio davanti a Sochi, sta cercando l’indipendenza e ha issato la bandiera russa.

Ora Putin annuncia l’intervento armato della Russia in Ucraina e, su richiesta della Gran Bretagna, stasera si riunirà il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Tra meno di una settimana tornerà ad accendersi una fiaccola Olimpica: è quella delle Paralimpiadi. A Sochi i giochi ricominceranno e saranno meravigliosi, perché mostreranno al mondo la forza della disabilità, la forza della vita che va avanti, nonostante le difficoltà.

Questa volta, però, mi auguro che il Governo diserti la Cerimonia di apertura e che la fiaccola, dopo aver dato il via ai Giochi Paralimpici, venga spenta perché non può esserci segno di pace nel paese che oggi porta l’esercito oltre il proprio confine. 

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2 thoughts on “Russia e Ucraina: tra una fiaccola spenta ed una che sta per accendersi

  1. Salve Laura,pur condividendo i tratti generali del tuo editoriale (la lotta è geopolitica…),direi che sia opportuno spendere anche qualche parola sul fatto che la Russia si RIFIUTA di Ratificare la Convenzione ONU dei Diritti delle Persone disabili.In quella nazione le persone disabili,tanto più se non autosufficienti, vivono nella segregazione delle ISTITUZIONI TOTALI ,fra povertà,ignoranza e stigma sociale.Questa situazione sostanzialmente reitera in peggio i “GULAG H” dell’ epoca di CCCP,dove non dimentichiamo che l’ Unione Sovietica era una potenza capace di mandare l’ uomo nello spazio,ma incapace di togliere le barriere architettoniche!……Allora,venendo alla Russia odierna,le PARALIMPIADI… definizione comunicativamente pessima perché la cultura popolare la traduce in “OLIMPIADI DEI PARALITICI”….,in quel contesto si rivelano per ciò che di fatto sono:un atto formale e segnatamente un ennesimo uso strumentale esercitato su noi altri!….. Un saluto da Claudio Roberti,sociologo delle disabilità. P.S.: Visto che sei impegnata in materia,proverò a chiederti l’ amicizia per inviarti materiale e scambiare idee.

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