Alfabetizzazione motoria/Huffington Post/Scuola

Basta spot, le scuole necessitano di laureati in scienze motorie

386225_280242152075428_2047354536_n1headshotSono trascorsi molti mesi dal giorno in cui ho lanciato la campagna #crescoattivo. Intorno alla mia proposta di legge sull’inserimento del laureato in scienze motorie nella scuola primaria si è sviluppato un dibattito importante e ricco di contenuti che ha spinto a una riflessione anche il Governo, come testimonia l’attenzione al tema dimostrata da Graziano Delrio. È evidente a tutti, infatti, che nessun “verso” può essere davvero cambiato se non si riparte dalla scuola, dalla centralità dei ragazzi e dalla valorizzazione degli insegnanti. Per questo, fin dall’inizio della legislatura mi sono impegnata per rappresentare alle istituzioni la necessità stringente di cominciare a guardare davvero all’Europa, soprattutto, per quello che riguarda la promozione dello sport a scuola che rappresenta un fondamentale pilastro educativo per l’infanzia e l’adolescenza attraverso cui si trasmettono i principi di collaborazione, leale competizione e di miglioramento di se stessi. Lo sport come potente strumento di integrazione e inclusione sociale.

Abbiamo incontrato molte difficoltà, soprattutto per trovare i fondi necessari per dare il via a questa grande rivoluzione culturale. Eppure qualcosa si muove. La Presidenza del Consiglio dei Ministri sta lavorando in modo deciso per fare in modo che il Progetto di Alfabetizzazione Motoria non rappresenti più un’iniziativa isolata ma che, attraverso investimenti crescenti e capillari, possa diventare uno strumento organico di promozione della pratica sportiva.

Non servono più interventi spot: è necessario mettere insieme le buone pratiche che già funzionano sul territorio integrandole con i progetti che hanno incontrato maggiori difficoltà ad essere realizzati, garantendo loro la necessaria continuità. Diamo una mano a chi ha avuto le maggiori difficoltà e implementiamo i progetti che corrono da soli creando una rete su cui investire. Ma insieme a tutto questo dobbiamo dare risposte concrete e reale supporto ai giovani laureati che affrontano con passione i progetti a loro affidati. In questo senso, c’è un impegno del governo a verificare con il CONI le ragioni degli inaccettabili ritardi nei pagamenti dei loro compensi. Questa rivoluzione si fa con i docenti ed è indispensabile che comincino a essere realmente considerati parte integrante e essenziale di un complesso progetto educativo. Con queste premesse immagino che nell’arco di pochi anni si potrebbero inserire gradualmente in ogni plesso scolastico i laureati in scienze motorie. Non è una scommessa ma un investimento sicuro sul futuro dei nostri ragazzi e della nostra scuola.

Il progetto pilota è stato seguito da un periodo di sperimentazione triennale (2011-2012-2013) che ha visto il potenziamento dell’investimento da parte del CONI ed il suo affiancamento da parte del Ministero dell’Istruzione, della Presidenza del Consiglio e di numerose istituzioni locali. Sulla necessità di ampliare le dimensioni e la struttura del progetto ho riscontrato la disponibilità del governo. Parlo di un investimento maggiore di risorse e di un controllo più rigoroso sulle modalità di svolgimento delle sperimentazioni. L’obiettivo è gettare per davvero le basi di un processo che nell’arco di qualche anno renderà effettivo l’insegnamento dell’attività motoria nelle scuole primarie attraverso l’inserimento del laureato in scienze motorie. Le sperimentazioni dovranno trasformarsi in breve tempo in una realtà riconosciuta e stabile della scuola italiana.

Alla fine dello scorso anno grazie alla collaborazione tra il Coni e i Ministeri della Salute, dell’Istruzione e dell’Integrazione, fu promosso il progetto “Con-i-giovani”, che mirava a proseguire le attività motorie di base nella fascia oraria pomeridiana, con l’obiettivo di superare anche forme di disagio personale e relazionale attraverso una serie di interessanti progetti educativi. Questo è un altro punto sul quale ho lavorato in questi mesi e che ha condotto a un importante risultato. Nell’ambito dell’esame del Decreto Legge l’Istruzione Riparte, infatti, è stato approvato un mio emendamento che ha aumentato il numero delle risorse destinate alle scuole per fare sport al pomeriggio con la possibilità di inserire nel piano dell’offerta formativa extracurriculare l’attività motoria. In quegli stessi giorni è stato anche accolto un mio ordine del giorno che impegna il governo ad avvalersi anche nella scuola primaria, all’interno delle ore curriculari, della figura professionale di un docente laureato in scienze motorie o diplomato ISEF e di inserirlo a pieno titolo nelle graduatorie. Per questo progetto che sarà operativo dal 2014, infatti, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha investito 4.000.000 di euro, con l’obiettivo da raggiungere in fase di prima attuazione almeno 400.000 ragazzi che potranno appoggiarsi a Società o Associazioni Sportive Dilettantistiche dove troveranno operatori e educatori opportunamente formati.

Anche sul territorio le cose procedono e si realizzano buone pratiche a cui guardare. Penso per esempio al progetto di legge Panepinto, attualmente all’esame dell’ARS siciliana, che istituisce all’intero delle strutture gestite da privati la figura professionale del laureato in scienze motorie. Ecco un ottimo esempio a cui fare riferimento: tutela dei praticanti e valorizzazione del personale qualificato. Questa è la strada e non ci sono altre alternative. Questo vuol dire cambiare verso.

Per quanto riguarda l’ammodernamento e la valorizzazione dell’impiantistica sportiva scolastica, sia sotto il profilo della distribuzione territoriale, sia sotto quello dell’idoneità delle strutture sportive, il governo ha individuato nell’Istituto per il Credito Sportivo il soggetto unico per il finanziamento degli interventi di ristrutturazione o di nuova edificazione. Cercheremo di sfruttare l’ICS al massimo, anche per evitare i problemi legati al patto di stabilità, per supportare la ristrutturazione e la realizzazione di strutture sportive funzionali alle scuole.

Questi sono piccoli passi ma sono fatti nella direzione giusta: ampliamento della platea dei beneficiari dei progetti alfabetizzazione motoria, valorizzazione e tutela del personale e inserimento graduale nelle scuole dei laureati in scienze motorie o diplomati ISEF, scuole aperte il pomeriggio e investimento sull’impantistica scolastica. Su questo terreno abbandoniamo la demagogia. Si aprono ottime prospettive. Lavoriamo insieme per coglierle.

#crescoattivo continua.

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3 thoughts on “Basta spot, le scuole necessitano di laureati in scienze motorie

  1. VORREI SOTTOPORRE ALLA SUA ATTENZIONE E SENSIBILITA’ QUESTA IDEA CHE PORTEREBBE L’ITALIA AD ESSERE LA PRIMA NAZIONE AD INSEGNARE PREVENZIONE A SCUOLA DURANTE LE ORE CURRICULARI. ALLEGO IL PROGETTO, DALVATORE SCEBBA 3292307305

  2. buongiorno, mi chiamo Morgillo Maurizio e sono laureato in scienze motorie! l le dico subito che apprezzo molto il suo impegno per la valorizzazione della nostra professione, io ho aperto un’associazione insieme ad altri miei colleghi laureati in scienze motorie con cui proponiamo con successo attivita motoria nella scuola primaria con progetti mirati allo sviluppo psicofisico per ogni fascia d’eta e ad una ricerca di strumenti e materiali sempre nuovi.
    Siamo riusciti a fare questo grazie alla passione per il nostro lavoro, intraprendenza e voglia di migliorarci giorno per giorno. Ora vorrei sottoporle alcuni dubbi in merito agli argomenti trattati in questo articolo: prima di tuttto il fatto che il coni gestisca il progetto di alfabetizzazione motoria a parere mio è un errore, perche di fatto questo ente non hai mai tutelato la nostra professione e non mi sembra sia interessato farlo, poi perche non mi sembra abbiano la capacita di effettuare un controllo capillare dei progetti e verificarne l’efficacia.
    Le dico con tutta sincerita, la paura della nostra associazione è anche quella di trovarsi un domani senza lavoro, un lavoro che tra l’altro ci siamo guadagnati con anni e anni di fatica e di progetti regalati alla scuola pubblica Direi che con tutte le difficolta incontrate da dieci anni che lavoriamo in questo settore (di cui solo sono riuscito a pagarmi un minimo di contributi) sarebbe la ciliegina sulla torta!!!
    quindi a questo punto mi piacerebbe sapere se avete gia pensato a che fine faranno le associazioni che gia lavorano a progetto nelle scuole! grazie! buon lavoro

  3. laura coccia la ringrazio per il lavoro che porta avanti,ricordandole che l’insegnante di motoria laureato in scienze motorie DEVE essere riconosciuto e retribuito dallo stesso ente che paga gli altri insegnanti e NON vincolato ad un gioco di POTERE/DIPENDENZA del CONI.
    Inoltre le ricordo che laureandoci a medicina e chirurgia avremmo un profilo professionale SANITARIO che però bisognerebbe RICONOSCERE URGENTEMENTE!!!!
    Qual’è la figura professionale che ha le competenze per far fare attività motoria ad esempio per dimagrire a persone affette da diabete? ipertesi?cardiopatici ecc ?????
    QUESTO NON è SANITARIO???
    grazie per l’attenzione.
    Borghi Giampaolo laureato in Scienze Motorie
    (RE) 19/08/2014

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