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La politica parli seriamente di sport, i deputati-tifosi alimentano solo la tensione

386225_280242152075428_2047354536_n1Sulla partita  di ieri, il match di cartello, la sfida tra le due più forti del campionato, il calcio all’italiana, in poche ore si è consumato tutto il vocabolario possibile e immaginabile ed è dunque difficile aggiungere qualcosa al dibattito in corso.

Tuttavia, è incredibile come nessuno abbia il coraggio di dire che l’indecente spettacolo andato in onda ieri sera in quello che dovrebbe essere lo stadio fiore all’occhiello del calcio italiano, non risieda tanto in una designazione arbitrale errata, in una giornata assai storta del direttore di gara ma nelle reazioni del giorno dopo, in particolare, quelle della politica. Gli annunci roboanti di oggi su denunce alla Consob e interrogazioni parlamentari offrono alcune delle ragioni dello stato comatoso nel quale versa il nostro sport. Siamo arrivati al punto in cui la classe dirigente del paese, tifosa e campanilista, si prenda la briga di invocare l’intervento di organi di garanzia per presunte turbative d’asta e intanto, sugli spalti dello stadio più inglese del campionato, volano sputi e scappellotti verso i giocatori della squadra ospite senza che nessuno muova un dito, persino all’aeroporto di caselle la partenza della Roma venga salutata con un sonoro “forza Juve” gridato dagli altoparlanti.

Juve romaPuò essere credibile un calcio dove lo strascico del giorno dopo descrive un epilogo ancora peggiore, sembra difficile crederlo, della partita rissa giocata in campo? Può essere credibile un calcio dove i direttore dei due maggiori quotidiani sportivi, romano e torinese, si insultino nella trasmissione sportiva di punta del pomeriggio?

Il problema è che questo è un grande paese di tifosi esasperati, non di sportivi. Un paese dove lo sport per la classe politica diventa una bandiera da agitare istericamente ma non un aspetto qualificante delle politiche pubbliche. Dov’è lo sport a scuola, che da anni viene portato avanti a progetti affidati ad esperti che attendono da luglio di essere pagati? Dove sono campagne di educazione alla sportività? Dove sono le battaglie contro il doping? O più semplicemente come mai nessuno si è scandalizzato per i mancati controlli dei nostri atleti prima delle Olimpiadi di Londra, uno scandalo gravissimo, e invece oggi sono tutti lì a stracciarsi le vesti per una presunta turbativa d’asta prodotta da una giornata infelice dell’arbitro? Dove sono i partiti quando si tratta di definire politiche pubbliche di sostegno alla pratica sportiva?

RocchiEcco, credo che più delle immagini di ieri quello che faccia male è  la consapevolezza che nulla continuerà a muoversi e che tutto, tristemente, resterà come prima fino alla prossima vittima di sport malato: allora sarà tutto ancora più uguale a prima e quelli che oggi urlano grida belluine e fanno a gara a chi la spara più grossa, saranno lì contriti a fare dichiarazioni stampa sulla necessità di arginare la violenza.

E’ proprio vero: il nostro è un paese dove tutto cambia affinché resti sempre uguale.

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