Alfabetizzazione motoria/Disabilità/Integrazione/Scuola

Leopolda: Disabilità, investimenti e nuove idee per creare integrazione

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Sabato scorso ho coordinato il tavolo 12 “Sport e disabilità” alla Leopolda. È stata la prima volta in cui ho partecipato a questo grande evento politico dove si sono confrontate tante idee sul futuro del nostro paese e sulle soluzioni da mettere in campo per costruire un orizzonte di prospettive nuove per il domani. Un confronto bello e aperto da cui sono scaturite proposte su cui Governo e Parlamento potranno offrire delle risposte concrete. Un momento importante di incontro e dibattito in cui ognuno, liberamente, ha potuto dare il suo contributo. Una delle prime parola che mi sono venute in mente nel corso dei lavori è stata immaginazione. Ecco, la Leopolda con i suoi limiti e le sue virtù, può rappresentare uno dei luoghi dove immaginare insieme il futuro dell’Italia declinandolo nelle sue mille voci.
Nel merito, al centro della nostra riflessione, il tema relativo all’inclusione delle persone con disabilità. Un aspetto cardine delle politiche sociali su cui dobbiamo ancora lavorare molto e il cui attuale modello non garantisce una piena e reale inclusione. Questo è un aspetto che va ripensato e, soprattutto, sostenuto con investimenti e nuove idee. Dobbiamo far crescere nella società una nuova consapevolezza sulla disabilità che consenta una vera integrazione non più solo sulla carta e reali opportunità per chi parte da una posizione di svantaggio. Sarebbe bello riuscire a dare anche dei segnali forti dal punto di vista della comunicazione e, per esempio, sostenere la partecipazione congiunta degli atleti durante le manifestazioni sportive superando la dicotomia abile/disabile come già avviene durante le maratone e le gare di scherma. Questo offrirebbe a tutti il senso della “normalità” che vive anche una persona diversamente abile e quanto ci si possa appassionare e identificare con le vicende umane e sportive anche di chi sembra avere più difficoltà. Quanto sarebbe importante per l’opinione pubblica riuscire a “vedere” e dare forma a questa realtà. In questo senso, Alex Zanardi sta offrendo grandi opportunità di conoscere un mondo oggi ancora troppo marginale ma dobbiamo fare in modo che questo processo si estenda anche ad imprese meno “eroiche”. Si comincia anche in questo modo a far crescere il seme dell’inclusione nel tessuto sociale e culturale di un paese.

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Un lavoro questo che deve partire prioritariamente dalle scuole, i luoghi dove si formano i cittadini di domani e che oggi, più che mai, hanno bisogno di essere messe al centro di un grande progetto di rinnovamento. Investimenti ma, soprattutto, una nuova idea che rilanci il nostro sistema di istruzione portando innovazione e stabilità e facendolo tornare ad essere una leva di crescita per il paese. In questo senso, è stata sottolineata l’importanza dell’immissione in ruolo di molti docenti precari che, dopo gli 8 miliardi di tagli lineari voluti nel 2008 dal governo Berlusconi, potranno finalmente entrare in ruolo garantendo continuità didattica. A partire dal 2015 entreranno in organico anche tanti laureati in scienze motorie che per la prima volta potranno mettere a disposizione le loro abilità e competenze per fare in modo che anche l’attività motoria diventi una parte integrante nella formazione dei nostri ragazzi. Tra l’altro lo sport è anche un potente strumento di integrazione e inclusione sociale, insegna la solidarietà, spinge a misurarsi con le difficoltà e quindi il suo pieno riconoscimento nei curricula della scuola primaria porterebbe evidenti benefici anche rispetto all’inclusione scolastica degli alunni diversamente abili, dei bambini figli di migranti oppure di quelli con disturbi specifici dell’apprendimento. E finalmente i laureati potranno mettere a frutto le loro competenze e i bambini beneficiare di una scuola migliore, più aperta, inclusiva e moderna.

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È ora che il nostro Paese faccia un deciso passo avanti nella definizione dei programmi scolastici adeguandosi all’Europa e alle necessità di una società sempre più complessa. In tal senso mi pare importante che si sia deciso di procedere con decisione in questa direzione e mi auguro che quando si tradurranno le proposte de La buona scuola in testi legislativi, non si faccia un solo passo indietro rispetto a un tema su cui il Pd ha investito il suo impegno. Non possiamo deludere tutte le persone che stanno contando sulla nostra volontà di dare un segnale forte dopo anni di promesse mancate. E non dobbiamo smettere di sostenere progetti e iniziative per migliorare la qualità della scuola. In questi anni, l’alfabetizzazione motoria è stata una grande boccata di ossigeno per molti bambini e molte bambine ma non è stata abbastanza sostenuta e non ha tutelato fino in fondo gli esperti che vi hanno lavorato con passione ed impegno, basti pensare che ancora devono ricevere l’ultima tranche del pagamento dell’ultimo progetto terminato tra maggio e giugno.
I bambini e i laureati in scienza motorie meritano di più. Nei prossimi anni, dovremmo essere bravi a portare in ogni scuola di ordine e gardo la pratica dello sport, dovremmo farlo attraverso gli esperti laureati in scienza della formazione motoria ma dovremmo anche continuare a sostenere progetti innovativi che migliorino la formazione dei nostri bambini e ragazzi per esempio attraverso la possibilità di sperimentare discipline sportive erroneamente considerate minori grazie al lavoro sinergico con associazioni, federazioni e enti di promozione sportiva. E sarebbe anche importante sostenere campagne che portino nelle aule gli ex atleti di livello internazionale affinché i ragazzi possano confrontarsi con chi direttamente lo sport lo ha praticato e ha dato lustro al nostro paese. Sarebbe un bel modo di parlare dei valori dello sport legandoli a un’idea di crescita fondata sul rispetto dell’altro, sull’impegno, la dedizione, la capacità di fare squadra.
Ma, insieme alla realizzazione di questo obiettivo, dobbiamo metterci seriamente al lavoro per trovare soluzioni concrete al problema dell’adeguamento e della messa a norma delle nostre strutture scolastiche. Il governo ha già fatto un grande passo con il piano di edilizia scolastica che sta finanziando più di 20 mila interventi ma possiamo ancora fare di più. Scuole più belle e più nuove hanno bisogno anche di palestre dove praticare l’attività motoria in sicurezza. Quindi servono interventi di manutenzione e, laddove non ci sono strutture, costruirne delle nuove oppure semplificare le procedure burocratiche per l’utilizzo di spazi e strutture nei centri limitrofi assicurando sempre i trasporti per le persone con disabilità.
Infine, una delle grandi scommesse è quella di cominciare a contrastare il fenomeno del doping, su cui l’Italia sta dando un pessimo esempio, partendo proprio dalle scuole. Sarebbe opportuno dedicare un’ora al mese, di quelle previste per l’educazione fisica, per informare i ragazzi sulle sostanze dopanti e i loro effetti nocivi a partire proprio dalle scuole medie. La cittadinanza attiva e responsabile si costruisce sui banchi di scuola. Lavoriamo insieme per costruire un nuovo modello che dia reali opportunità per tutti e offuschi ogni resistenza al cambiamento.

[Fonte: www.rifarelitalia.it]

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