Alfabetizzazione motoria/Olimpiadi/Sport

Olimpiadi a Roma: una grande occasione

N7425c59c48872dd7a98bcae644f7b93f50f92167c60c0el nostro Paese si fa un gran (s)parlare di sport. Epiche sono le chiacchere al bar e le innumerevoli possibili formazioni di calcio che ogni italiano il lunedì mattina mette in campo. Tutti sanno qualcosa di sport, conoscono almeno il nome di un calciatore, hanno visto anche solo distrattamente le immagini dei Giochi Olimpici. Tutti nel nostro Paese si indignano davanti agli scontri tra tifosi ma sono troppi quelli che girano la testa dall’altra parte davanti a venditori più o meno ambulanti che espongono bandiere o sciarpe inneggianti all’odio territoriale. Tutto si tollera, salvo poi fare a gara a turbarsi il giorno dopo, quello in cui i toni e le mani si scaldano troppo. Allora diventano tutti fustigatori pronti ad invocare la necessità di una nuova politica sportiva. Bene, cogliamo la palla al balzo proprio oggi che il mondo dello sport è tranquillo: lo scandalo doping è uscito dalle prime pagine dei giornali e la giustizia sta facendo il suo corso e non si registrano scontri. Insomma, voglio fare delle riflessioni a mente fredda. O quasi. Roma, infatti, si candida a ospitare i Giochi Olimpici e Paralimpici del 2024. Perfetto, splendido, fantastico. Ma c’è sempre un ma: questo evento deve essere inserito all’interno di politiche sportive costruttive e i Governi che si succederanno da qui all’inizio dell’evento dovranno essere capaci di sfruttare completamente questa grande occasione, mettendo in campo un processo di alfabetizzazione motoria di tutta la popolazione. Il Governo si dovrà impegnare, quindi, a favorire un progressivo aumento dell’attività sportiva nelle scuole, da quella dell’infanzia alle superiori.

Alfa_motoria 2_1024x768L’ora di attività motoria prevista settimanalmente nella riforma de La Buona Scuola andrà incrementata a due, poi a tre ore mentre i Campionati Studenteschi dovranno essere oggetto di un investimento massiccio, così come i CUS (che allo stato attuale hanno gravi problemi di risorse anche solo per gestire gli impianti sportivi) e per tornare a essere il polo di attrazione per tanti giovani che vogliono praticare sport dovranno essere oggetto di seri impegni finanziari e culturali. Ovviamente dovrebbero avere più rilevanza e fondi gli enti di promozione sportiva e il Comitato Italiano Paralimpico.

Dal punto di vista degli impianti sportivi, naturalmente, occorrerà un grande piano di costruzione e riammodernamento delle strutture attuali e, quindi, dovranno esserci bandi di gara trasparenti, con meccanismi di controllo ferrei che prevedano anche forti penali per chi non sia in grado di rispettare tempi, consegne e standard olimpici. Stesso discorso per le infrastrutture e i trasporti che, ovviamente andranno migliorati e resi più efficienti sotto ogni punto di vista. Certo, parlare in questi giorni di candidatura di Roma alle Olimpiadi fa sorridere. La Capitale in questi giorni è al centro di un’indagine sconvolgente sul malaffare frutto della collusione tra mafie e istituzioni. Eppure cedere all’idea che l’Italia non sia pronta, perché geneticamente malata, alla possibilità di ospitare grandi eventi significa mettere una pietra tombale sul futuro di questo paese che può rinascere solo investendo su se stesso, sulla sua capacità di creare lavoro, innovazione concorrendo a tutte le sfide che il mondo globalizzato ci mette di fronte. I Giochi offrono un’occasione per valorizzare la città e il Paese in cui si svolgono, possono rappresentare un volano di sviluppo e contribuire al rilancio degli investimenti, creano l’opportunità di realizzare opere pubbliche e infrastrutture ma devono essere declinati sul modello Londra e non su quello Atene. L’impatto economico delle Olimpiadi di Londra è stato stimato in poco più di 13 miliardi di sterline (16,5 mld di euro circa) mentre il budget ufficiale di spesa, pari in origine a 2.4 miliardi di sterline, si attesta oggi a £ 9,3 miliardi (in euro, 11,8 mld). Una stima che ha costituito una bella boccata d’ossigeno per l’economia britannica. Sta a noi saper dimostrare di potercela ancora fare. Dimostrare di essere una nazione viva.

downloadUna volta spente le fiaccole olimpica e paralimpica, occorrerà gestire gli impianti sportivi ed evitare, per esempio, che facciano la fine dell’abbandonato velodromo di Roma 1960. La soluzione ideale sarebbe quella di darli in gestione alle piccole associazioni sportive dilettantistiche, anche più di una contemporaneamente, per far sì che le grandi strutture diventino effettivamente patrimonio aggiunto della cittadinanza.

Insomma, le olimpiadi per Roma e per l’Italia potrebbero essere un’ottima occasione per creare occupazione e la famosa “cultura sportiva” ma se vogliamo che non sia l’ennesima occasione sprecata, dobbiamo iniziare subito a mettere in campo azioni concrete per lo sviluppo e la diffusione dello sport per tutti. Nessuno escluso.

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