Doping

Organismo antidoping, la politica fa sul serio

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Dopo l’interrogazione presentata dal deputato Pd Cova, 60 parlamentari hanno sottoscritto una risoluzione perché venga attuata in toto la legge (376/2000) che prevede la costituzione di un’agenzia indipendente e realmente “terza”rispetto allo sport
di EUGENIO CAPODACQUA

ROMA – Anche la politica si muove sulla vicenda dell’antidoping del Coni gestito con la “partnership” dei Carabinieri del Nas. Una soluzione che, ancora prima di essere illustrata nei particolari (il prossimo 9 febbraio), ha sollevato un vespaio di critiche e ombre. Dopo l’interrogazione dei giorni scorsi ad opera dell’on. Paolo Cova, 60 parlamentari hanno sottoscritto una risoluzione perché finalmente venga attuata in toto la legge antidoping (376/2000) che prevede la costituzione di un’agenzia indipendente e realmente “terza” rispetto al mondo dello sport. Ciò che non è stato ancora realizzato. Cova, deputato Pd con un passato da maratoneta e ultramaratoneta sta conducendo una battaglia importante su questo fronte affiancato dall’on. Laura Coccia. Perché dell’inefficienza del sistema messo in piedi in questi anni dall’Ente del Foro italico, sono piene le cronache nel corso degli anni, fino alle ultime settimane. L’indagine di Bolzano sulla positività del marciatore Alex Schwazer, alla vigilia dei Giochi del 2012, ha messo in evidenza complicità e coperture che fanno ipotizzare agli inquirenti l’esistenza di un vero “sistema” per neutralizzare i controlli a sorpresa, gli unici che possano avere un qualche effetto, secondo gli esperti. Nei giorni scorsi al convegno organizzato presso il Ministero della salute, il presidente del Coni Malagò aveva anticipato le intenzioni dell’Ente che vorrebbe mettere l’antidoping – sempre amministrato all’interno delle strutture sportive – sotto la “tutela” dei Nas. Una soluzione che non risolve affatto il conflitto fra controllato e controllore, come spiega anche l’on. Cova.
“Con questa risoluzione – ha detto il parlamentare PD – vogliamo riportare l’Italia alla normalità, perché in questo momento stiamo vivendo purtroppo nell’emergenza, dal punto di vista della verifica dei casi di doping tra gli atleti professionisti. Serve un’agenzia terza che ci tolga dall’impaccio di una situazione in cui controllore e controllato coincidono. La legge 376/2000 già la prevede: è ora di applicarla”.
Critica la posizione di Cova circa il progetto del Coni: “I Nas rispondono alla Magistratura, non al Comitato olimpico. Anzi, ci mancherebbe solo questo ulteriore conflitto. Non complichiamoci la vita nel mondo dello sport, ma piuttosto semplifichiamocela: l’? Agenzia terza è la soluzione giusta”.

La risoluzione dunque chiede al Governo di: “Creare una Agenzia Nazionale Antidoping indipendente sia dal Coni che dal Governo con una propria autonomia finanziaria e non soggetta a tutela da parte dei Ministeri, le cui competenze devono riguardare l’organizzazione dei controlli antidoping; il prelievo dei campioni biologici e le loro analisi; lo sviluppo dei procedimenti disciplinari riguardanti i tesserati delle diverse federazioni sportive nazionali o la stessa Agenzia; il rilascio dell’autorizzazione di uso fini terapeutici di farmaci vietati per doping; l’attività di ricerca; l’attività di prevenzione; la partecipazione ad attività internazionali; i rapporti con il Governo, con i Ministeri competenti in tema di controlli antidoping e con i diversi organismi sportivi; ad attivare, così come è previsto dalla Legge 376/2000, i Laboratori regionali di base per effettuare analisi del sangue a tutela della salute e per prevenire il doping nei giovani e tra gli sportivi amatoriali, conferendo inoltre mandato alla costituenda Agenzia Nazionale Antidoping per l’organizzazione di indagini connesse con il doping”.

Insomma, un’agenzia indipendente anche da un punto di vista finanziario e “senza alcun aggravio per lo Stato”, poiché le si attribuirebbero “i fondi attualmente trasferiti su base annua al Coni e alla Commissione di Vigilanza per i controlli e il contrasto al doping”. A guidarla un “Commissario di indubbia autonomia rispetto alle Federazioni sportive e al Coni e di comprovata professionalità e competenza specifica”, come è stato fatto con Cantone per Expo, aggiunge Cova. La risoluzione verrà ora esaminata e votata dalla Commissione parlamentare competente.

[Fonte: http://www.repubblica.it]

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