Disabilità/Scuola

Inclusione scolastica, primo passo per l’inclusione sociale   

Dopo un percorso lungo, fatto di ascolto, per quanto mi riguarda anche di contrapposizione per tutelare le reali necessità e bisogni delle persone disabili e delle loro famiglie, ieri abbiamo votato le cosiddette “deleghe per l’inclusione scolastica”, collegate alla legge della “buona scuola”.

Ci sono importanti novità, frutto di confronto e anche di una maggiore attenzione alla quotidianità degli studenti e degli insegnanti.

  • La famiglia al centro

Il primo importante elemento è quello del ritorno della famiglia al centro del percorso di inclusione. Questo si realizzerà a scuola e con la scuola, ma le famiglie potranno partecipare alla sua costruzione e anzi partecipa al Progetto educativo Individualizzato nel consiglio di classe.

  • La valutazione sulle possibilità e non sui limiti

Si è ribaltato il punto di vista, con l’adozione dell’EFC, si valuta in maniera attiva i ragazzi e le ragazze, considerando le loro abilità e possibilità e non solo i loro limiti.

  • Attenzione alla figura degli insegnanti: continuità, concordanza di genere, formazione

Nel sistema che si è andato a costruire, abbiamo voluto dare importanza alla continuità didattica degli insegnanti rispetto al gruppo classe e alunno, così da non disperdere il lavoro svolto e l’empatia che si viene a creare. Pur tenendo aperta la discussione sul limite dei 10 anni, discussione proposta dai sindacati e che comporta una importante riflessione e valutazione per evitare il pericolo, per gli alunni e gli insegnanti, del cosiddetto burnout. Viene inoltre specificata la corrispondenza di genere tra Aec e studente. In prima persona posso sapere quanto questo sia importante per i ragazzi e le ragazze.
Maggiore attenzione e rafforzamento della formazione per gli insegnanti che operano in classi con disabili.

  • Diritto allo studio

Viene previsto uno stanziamento di 30 mln di euro per il diritto allo studio, comprendendo anche la  possibilità di usufruire di questi fondi per l’acquisto di strumenti tecnici e tecnologici come supporto alla didattica.

Credo che possiamo ritenerci soddisfatti di aver concretamente avviato un percorso che riconosca alla scuola l’importanza che svolge come prima comunità di riferimento e inclusione dei ragazzi e delle ragazze disabili, dopo la famiglia e l’ospedale. È fondamentale che il percorso di inclusione scolastico funzioni, perché è proprio da qui che inizia il percorso di inclusione più ampio nella società.

 

 

 

L’immagine in evidenza è presa da qui
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