Disabilità

L’inclusione, tra strumenti ed equità.

Il nostro Paese ha fatto passi da giganti sulla legislazione per l’inclusione delle persone con disabilità.

La legge sull’inclusione scolastica, appunto, il sistema di welfare, da poco la legge sul “Dopo di noi” offrono un panorama di strumenti che molti paesi ci invidiano e prendono come esempio.

Cosa succede però se questi strumenti non si conoscono, non si usano o se si usano solo in parte o in maniera scorretta? La cronaca di questi giorni ci riporta due casi importanti, che non dobbiamo sottovalutare né sui quali dovremmo soprassedere.
A Lanciano un alunno con sindrome dello spettro autistico viene “rifiutato” da 3 diversi istituti di scuole medie. Al di là del rispetto della norma che prevede un alunno con disabilità grave per classe, cui probabilmente i presidi di quegli istituti si rifaranno, rimane il caso emblematico di un cittadino che viene discriminato. Nel percorso di vita del ragazzo e della sua famiglia rimarrà il segno del rifiuto, in quello delle Istituzioni del fallimento per la mancata inclusione.


Sempre di questi giorni la notizia di una ragazza diciottenne cui è preclusa la possibilità di recarsi a scuola e di completare l’anno scolastico perché sono stati tagliati i fondi che le assicuravano il trasporto per il tragitto casa – scuola. Qui il rischio, oltre alla discriminazione, può essere anche quello che, una bocciatura per troppe assenze, vanifichi un percorso di formazione e inclusione che stava funzionando.

Sono tantissimi, ancora, gli episodi che di tanto in tanto emergono e che raccontano di un Paese che ha ancora molto da fare per assicurare davvero sostegno alle fasce di popolazione più fragili

E non possono esserci equilibri di bilancio, confusione di norme e competenze, alibi tipici della burocrazia che possano giustificare il mancato utilizzo degli strumenti.

Così come, di fronte alla vita delle persone, non possiamo rischiare che sia la mancanza di flessibilità e comprensione a rendere difficile l’applicazione delle norme stesse. Occorre che norme e strumenti siano poi nell’applicazione orientati all’equità, per costruire le stesse condizioni e opportunità per tutti, caso per caso, esigenza per esigenza.

L’inclusione è una cosa seria ed è il primo elemento su cui dovrebbe misurarsi un Paese moderno e civile. Dovrebbe essere il primo settore di tutela da tagli lineari e applicazioni rigorose di norme. Dovrebbe essere il primo settore su cui misurare quegli articoli della nostra Costituzione che propone come fondamentale l’espressione della propria personalità e l’esercizio della piena cittadinanza.

È dunque responsabilità di tutti noi, politici e amministratori in primis, riuscire a offrire gli strumenti e le loro applicazioni più valide e coerenti perché ogni cittadino sia davvero parte integrante della nostra società, con il contributo che ciascuno riesce a esprimere.

 

L’immagine in evidenza è presa da qui
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...