Europa

Auguri Europa! Una comunità per il bene di tutti i popoli

 

In questi giorni festeggiamo i 60 anni dei Trattati di Roma, che diedero corpo e vita alla nostra Europa. Un traguardo storico, un avvenimento da festeggiare, appunto, nonostante quella stessa Europa sia oggi sotto attacco nelle spinte nazionaliste e xenophobe.

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, i nostri padri segnati dall’esperienza di un conflitto devastante che aveva raso al suolo le città e distrutto milioni di vite, anche dei sopravvissuti, hanno portato avanti un sogno: abbattere quei confini che ci dividevano e diventare cittadini di un’unica comunità.

Il percorso è stato lungo e lento, molti forse non sanno neanche cosa sia la Ceca o conoscono poco personaggi straordinari come Alcide De Gasperi, Robert Schuman, Konrad Adenauer,… che hanno dato gambe ad un sogno che noi ora abbiamo il compito di portare avanti.

Chi oggi tenta di offuscarci la mente strillando contro ” l’Europa delle Banche”, crea un caos assolutamente funzionale alle spinte populiste che dimentica cosa sia realmente l’Unione europea.

Oggi, in Europa c’è chi costruisce muri o vorrebbe farlo, mentre altri Paesi come l’Italia, la Grecia, ma anche la Germania perseguono la via dell’accoglienza verso chi fugge dalla guerra. Molti si sono interrogati sul perché la Merkel abbia fatto questa scelta apparentemente impopolare, ma umana. Non si può dimenticare come il Muro di Berlino e la conseguente divisione della Germania in due nazioni distinte, abbia diviso in due famiglie, amici, affetti e finanche la metropolitana della capitale. Oggi andare da Biesdorf a Tiergarten è facilissimo, basta una linea di S-Bahn, ma fino al 1989 la metro era murata e tornava indietro. Tanti giovani hanno perso la vita tentando di passare quel muro di cemento armato sovrastato da filo spinato. E Angela Merkel nata e cresciuta ad est, formatasi alla Karl Marx Universität di Lipsia non può dimenticare.

Anche l’Italia non può dimenticare la sua storia di migranti che durante la guerra o subito dopo, hanno trovato rifugio lontano da casa e hanno contribuito a costruire la storia del nostro Continente. Negli anni quella migrazione si è trasformata in coesione europea. E su questo percorso dobbiamo continuare. Quello dell’Erasmus, dell’Europa attraversabile, quella dei voli low cost e della libera circolazione. L’Europa della resistenza al terrorismo non con le guerre, ma con una politica di accoglienza e rispetto.

Il percorso verso un’Europa unita è ancora lungo, dobbiamo arrivare alla politica estera e di difesa comune, al welfare comune, magari prendendo esempio anche dalle molte proposte italiane. Dobbiamo trasformare quest’Europa, troppo spesso delle regole, nell’Europa delle opportunità e dell’inclusione. Condividere il meglio degli uni e sostenere il progresso e lo sviluppo degli altri.

Oggi festeggiamo il primo passo di quell’idea di Europa. Quello che è successo in corso di questi 60 anni ci ha chiaramente detto che quel percorso di sviluppo, unità, costruzione di una comunità non è né scontato, né irreversibile.

Sta a noi, al nostro impegno quotidiano, nella società e nelle istituzioni, conservare intatto il sogno che parte da Ventotene, passa per i Trattati di Roma, fino a Maastricht e Schengen, con i momenti di crescita e i momenti di difficoltà. Insieme per difendere la nostra comunità e i nostri valori, perchè possano contribuire e offrire il meglio allo sviluppo di tutti i popoli.

L’immagine in evidenza è presa da qui
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