Diritti/Disabilità/Roma

Chiude La Casetta ed è ancora #antiwelfarea5stelle

  1. Se non fosse una grave e triste vicenda del già noto #antiwelfarea5stelle, entrerebbe nella top ten delle storie “a sua insaputa”. Protagonisti La Casetta di Via degli Angeli, a Roma, che ha dovuto chiudere e interrompere i suoi servizi di assistenza ai disabili senza preavviso e senza sapere quando e se riaprirà, e il Presidente del Municipio  che ha risposto a un’interrogazione dei consiglieri PD dicendo di non consocere la vicenda, di doversi informare. Chissà, mi chiedo io, se almeno consocesse La Casetta e l’importante ruolo che giocava nella quotidianità di decine di persone con disabilità e delle loro famiglie.

Si, perchè quel centro non era una scuola, non era un rifugio, non era un luogo di incontro. O almeno non era (e spero torni presto a essere) solo questo.

La cosa più triste è che si è tolto ai ragazzi che la frequentavano un posto in cui vivere serenamente quei gesti semplici che molti danno per scontati. La Casetta significa autonomia per quei ragazzi, costruire un pezzo di mondo in cui poter essere inclusi.
La cosa più grave è l’indifferenza dell’amministrazione, che ha avvisato i responsabili solo a pochi giorni dal provvedimento; che lascia le famiglie, senza un’alternativa, a dover organizzare il proprio tempo e a dover spiegare ai propri figli e figlie che per un po’ quel luogo importante per loro non potrà essere accessibile.

Perchè di questo, sembrerebbe, si tratti. Controlli sull’agibilità e la sicurezza dei luoghi (mi chiedo se fosse necessaria la chiusura e non ci fosse la possibilità di eseguire gli stessi controlli con la struttura aperta, magari ad attività ridotta) ristrutturati nel 2014.

Purtroppo, temo, la vicenda della casetta, come sono state quelle di altre realtà in precedenza, sia l’ennesima testimonianza che i governi a cinquestelle si trincerano dietro le utopie dei tagli indiscriminati (anche quando non si tratti di sprechi) e del presunto rispetto pedissecuo delle regole, perchè non sanno governare con la responsabilità delle scelte politiche, perché non conoscono realmente il territorio né, ancor più grave, le esigenze reali e quotidiane di chi lo abita. Al di là degli slogan e delle invettive.

 

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