Disabilità

Non dovevo camminare. Oggi corro!

Lo sport è un’opportunità straordinaria. E fare sport per le persone disabili lo è ancora di più perché permette di superare i limiti dimostrando, soprattutto ai più giovani, che l’impegno e la determinazione consentono di fare quasi tutto.

Avevano detto ai miei genitori che non avrei mai camminato: sono riuscita a correre. So bene cosa significa superare una barriera grazie allo sport e, per queste ragioni, quando vedo uno stadio pieno per una manifestazione paralimpica capisco i passi incredibili che stiamo facendo: quello che un tempo neppure era considerato sport, oggi è seguito con passione e attenzione.

Quanta strada abbiamo fatto, stiamo abbandonando i pregiudizi e approdando a un nuovo modo di pensare il concetto di abilità. Per chi sta facendo di questo tema la battaglia culturale di una vita, è un successo e un orgoglio incredibile.

Oggi i giochi paralimpici ci raccontano le gesta di atleti straordinari che sono diventati dei simboli e degli esempi per molti ragazzi che si appassionano alle loro gesta e ai loro risultati. Fino a pochi anni fa sembrava impossibile.

Eppure oggi tutti sembrano voler scommettere, ma anche investire sullo sport paralimpico. Oggi questo non rappresenta solo una novità e una ventata di aria fresca, ma anche il motore di un nuovo modo di intendere il superamento delle barriere e dei limiti. In questo senso, basta pensare agli investimenti che stanno facendo molte grandi aziende proprio sugli atelti paralimpici che rappresentano dei testimonial straordinari per la bellezza delle gesta che compiono, per lo spirito di sacrificio, per l’alto valore che anima le loro azioni.

Ecco perché, quindi, anche l’ultima edizione dei giochi paralimpici di Rio, che sembrava non dovesse nemmeno svolgersi a causa del buco nei bilanci dell’organizzazione, è stata un successo persino più grande dei Giochi per normodotati. I media, soprattutto in Italia, che hanno compiuto uno sforzo non secondario, accettando la sfida di raccontarli e documentarli, hanno ottenuto un inaspettato successo in termini di ascolto e di gradimento.

Adesso è importante allargare questo movimento, è importante non disperdere questo grande interesse, investire ancora di più. La sfida principale, chissà in vista delle prossime Olimpiadi e Paralimpiadi, è quella di entrare anche nelle scuole.  Per molti bambini disabili e le loro famiglie, proprio grazie allo sport, si aprono possibilità fino a pochi anni fa impensabili. Sia dal punto di vista fisico, che di quello della qualità della vita, dell’inclusione sociale, insomma, del benessere in un senso più ampio.

Lo so bene, perché, venti anni fa quando mi hanno messo su una pista di atletica ho capito che la mia vita sarebbe cambiata.

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