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Reddito di cittadinanza e il rischio di una guerra tra poveri.

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Da mesi avevano promesso l’aumento delle pensioni di invalidità a 780€, una misura giusta perché permette alle persone che hanno bisogni specifici di poter beneficiare di un supporto economico in più.

Era un principio giusto che avrebbe garantito un po’ più di equità, soprattutto perché l’Italia è un Paese ancora molto indietro sull’applicazione delle sue meravigliose leggi sull’inclusione e l’abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali, che troppo spesso rimangono lettera morta.

Mi ero illusa anche io che il braccio di ferro con l’Europa potesse servire anche a recuperare quelle risorse indispensabili per garantire delle pensioni più alte a tutti i cittadini che ne beneficiano. Mi sbagliavo.

I primi giorni dell’anno, dopo aver letto la Manovra approvata talmente di corsa da non aver dato il tempo ai senatori neanche di leggerla, me ne sono resa conto e ho lanciato l’allarme in un video rilanciato sui social.

Da un paio di giorni anche dal Governo si è alzata la timida voce della Lega che ha minacciato di non votare il reddito di cittadinanza se non c’è qualcosa anche per i disabili. Già perché per i disabili nella manovra sono previste solo le briciole della pioggia di miliardi in più garantite dallo sforamento del deficit fino al 2,04%, oltre al taglio di oltre 1 MILIARDO di euro sul sostegno scolastico. Sulla legge di bilancio consiglio la lettura di questo ottimo articolo di Iacopo Melio.

Oggi, dopo le proteste di tutto il mondo della disabilità, Luigi Di Maio annuncia che ci sarà qualcosa anche per circa 260.000 disabili prendendo i soldi dalla riduzione dei beneficiari stranieri. Ma che c’entrano gli stranieri con i disabili? Che bisogno c’è di togliere un sussidio a chi magari per anni ha lavorato nel nostro paese e si trova in difficoltà? Perché innescare questo conflitto tra bisogni diversi, puntando sempre contro chi viene da un altro Paese? Con questa decisione Di Maio consegna definitivamente il Movimento 5 Stelle alla destra populista e razzista, ma soprattutto, dimostra ancora una volta quanto il suo partito ormai risponda ad ogni diktat di Salvini.

 

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