Caso Di Sarno, intervista a Laura Coccia: “Un’interrogazione parlamentare alla Cancellieri sui detenuti ammalati

Atleta paralimpica e deputato particolarmente attento alle questioni della disabilità ed alle persone con handicap psico-motori, Laura Coccia è stata una delle prime voci a levarsi in difesa di Vincenzo Di Sarno – il detenuto malato terminale di cancro per cui oggi è stata rigettata la richiesta di scarcerazione.

L’atleta paralimpica e deputata del Partito Democratico, Laura Coccia, si è occupata subito dopo la morte di Federico Perna della situazione in cui versano i detenuti ammalati in carcere. In particolare, l’Onorevole ha preso a cuore la situazione di Vincenzo Di Sano, stravolto da un tumore cervico-midollare rinchiuso a Poggioreale per un omicidio commesso durante una rissa. Coccia ha portato il caso in Parlamento ed oggi, a proposito della scelta del giudice di sorveglianza che ha rigettato il differimento della pena chiesto dal presidente della Repubblica, dichiara: “Semplicemente non so che dire. Sono senza parole”.

Onorevole, lei è stata una delle prime voci ad esprimersi sull’appello disperato di Vincenzo Di Sarno -il detenuto malato terminale di cancro rinchiuso in condizioni insopportabili nel carcere di Poggioreale. Cosa pensa del fatto che una persona quasi del tutto non-autosufficiente sia costretta a rimanere ancora in costrizione?

Ho scambiato un paio di parole con Vincenzo Di Sarno durante la mia visita a Poggioreale, avvenuta a novembre all’indomani della morte di Federico Perna. Quel breve saluto mi è bastato per comprendere la gravità della situazione e presentare un’interrogazione parlamentare sottoponendo alla Ministra Cancellieri diversi casi, partendo da quelli di Poggioreale. Credo che quando da un tribunale viene emessa una sentenza, questa vada assolutamente rispettata. Però. Però la pena deve essere umana: compiere reati causa la perdita della libertà, non della dignità. Altrimenti che valore educativo può avere il periodo di detenzione? Da deputata disabile capisco cosa vuol dire dover chiedere un aiuto per svolgere quelle che per altri sono “normali attività” e penso che dobbiamo rendere la detenzione di queste persone umana.

Il presidente Napolitano ha raccolto l’appello della madre di Vincenzo Di Sarno, auspicando tempi brevi per la richiesta di grazia.

E’ una decisione molto importante, segno di umanità e sensibilità, caratteri determinanti della Presidenza Napolitano, soprattutto sulla condizione dei detenuti.

Ci sono tanti altri detenuti ammalati in condizioni insopportabili all’interno del carcere di Poggioreale, non dimentichiamo il caso di Angelo Rosciano -ammalato di diabete a cui è stata amputata una gamba. Cosa si deve fare per queste persone?

Ho avuto modo di rimanere un po’ più a lungo con lui e i suoi compagni (tutti con problemi importanti). Credo che occorra studiare condizioni detentive, strutture e accorgimenti atti a costituire le condizioni più idonee per queste persone. Il decreto carceri prevede l’istituzione del garante nazionale dei detenuti, che è un primo importante passo. Dobbiamo continuare.

Quali sono le proposte del Pd per porre rimedio alla questione degli ammalati e dei non-autosufficienti in carcere?

La legislazione vigente già prevede dei provvedimenti. Sto predisponendo un’interrogazione per sapere quali sono le azioni che sta approntando la Ministra a questo riguardo.

Qual è la sua posizione rispetto ai provvedimenti di amnistia e indulto invocati anche dal Presidente Napolitano?

Sono provvedimenti che richiedono i 2/3 dei voti. Seppure il Pd e Sel votassero compatti, non si raggiungerebbe questa maggioranza. L’indulto, inoltre, è un provvedimento preso già nel luglio 2006 e che ha svuotato solo temporaneamente gli istituti penitenziari. Credo che sia fondamentale intervenire in modo strutturale. Il percorso è già iniziato con il decreto carceri, bisogna continuare sulla linea tracciata, abolendo la Bossi-Fini e rivedendo la Fini-Giovanardi, per ridurre il numero delle persone che entrano in carcere. A questo proposito l’Associazione Antigone ha fatto inserire nell’agenda del Parlamento la proposta delle 3 Leggi, di cui sono prima firmataria. Spero vengano approvate in tempi brevi.

E’ cominciato l’iter parlamentare del cosiddetto “svuota carceri”, ma molti parlamentari -tra cui 5 stelle e leghisti- sono insorti contro un provvedimento che a loro parere rimetterebbe in libertà anche condannati per mafia. Qual è la posizione del Pd su questo provvedimento?

In questi giorni sono stati rispolverati molti luoghi comuni. Il provvedimento ha un ottimo impianto di base. Mi auguro che non vi siano motivazioni, per così dire, tese a imbonire la pancia degli elettori: le libertà personali nel rispetto delle leggi, anche per i detenuti, non devono essere oggetto di campagna elettorale.

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