Con scuola e sport uniti formazione completa

(ANSA) – ROMA, 22 SET – “Il Protocollo d’intesa firmato oggi dalla Ministra Fedeli e dal Ministro Lotti pone ancor di piu’ l’accento sull’importanza dello sport nella formazione dei ragazzi. E’ importante che la scuola articoli un’offerta sempre piu’ ampia per lo sport per la sua valenza come attività fisica e come elemento di crescita grazie ai suoi valori portanti di impegno, lealtà, rispetto delle regole e inclusione. L’attenzione posta sui laureati in scienze motorie, inoltre, sottolinea la necessita’ di intraprendere un cammino, ancora lungo, ma necessario, per il riconoscimento di queste professionalità”.

Trasparente, qualificato e competitivo. Un nuovo modello per lo sport italiano.

Oggi è stata discussa e approvata alla Camera la proposta di legge C. 3960 riguardante le Modifiche al decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, in materia di limiti al rinnovo dei mandati degli organi del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e delle federazioni sportive nazionali.

Questo disegno di legge intende incidere sulla disciplina che regola il funzionamento del CONI con particolare riguardo ad un aspetto circoscritto, ma cruciale per la sana e corretta gestione di un organismo pubblico e cioè il sistema di rinnovo della dirigenza e la garanzia dell’effettività del ricambio degli organi direttivi apicali.

Cosa significa tutto questo per la governance dello sport italiano?

Per la prima volta si introduce un tetto ai mandati di presidenza e governo per il C.O.N.I., il C.I.P. (Comitato italiano Parlaimpico) e le Federazioni nazionali e le associazioni sportive.

In pratica questi organi potranno essere rieletti, tramite assemblea ogni 4 anni, per un massimo di 3 volte (considerando che la terza elezione dovrà avere una maggioranza qualificata del 55%).

Questo porterà una doppia ricaduta:

–             a livello nazionale, per quanto riguarda le Federazioni sportive e le Associazioni sportive riconosciute dal C.O.N.I. si procederà, finalmente, a una regolamentazione che andrà a tutelare le realtà sane e a scardinare rendite di posizioni, situazioni immobilizzate, opacità varie che ancora permangono nello sport italiano.

–             a livello internazionale, perché il tetto dei 3 mandati, lo stesso previsto per la dirigenza del C.I.O. – Comitato Olimpico Internazionale -, permette all’Italia e ai suoi rappresentanti di avere pieno mandato, più forza e di recuperare, quindi, credibilità e costanza nella costruzione di rapporti fondamentali per le scelte future.

Trasparenza, rinnovamento, competitività

Abbiamo agito per rispettare e rafforzare l’interesse e la forza dello sport italiano nel mondo. Lo sport è rilevante perché tocca decine di milioni di persone e lo deve fare non solo quando ci sono i grandi eventi, ma nella quotidianità.

Il provvedimento in esame è, in questo senso molto importante, perché riguarda milioni di tesserati italiani nello sport e organizzazioni, piccole e grandi, decisive per la vita sociale delle nostre comunità. Con questo provvedimento abbiamo avuto il coraggio  di trovare la giusta soluzione e di guardare agli interessi dello sport e, contestualmente, del nostro Paese.

Un movimento di così grande vastità ha bisogno di avere una governance di grande efficacia, efficienza e soprattutto grande trasparenza. Con il limite di mandati e deleghe si dà risposta alle istanze di rinnovamento della classe dirigente che sempre più spesso si levano dalla società civile. Lo scopo di questo testo è sottrarre le federazioni sportive nazionali a rischio di cristallizzazione nell’assetto gestionale. Questo serve ad una sana e corretta gestione di qualsiasi organismo pubblico, voglio ricordarlo, che si finanzi attraverso, appunto, soldi pubblici.

Infine, purtroppo oggi qualcuno continua ad agire perché l’Italia non conti più nello sport a livello internazionale, basti pensare al grave errore politico e strategico nel rifiuto da parte del Comune di Roma di ospitare le Olimpiadi del 2024.

In realtà, la presenza di grandi eventi sportivi internazionali, significa investimenti e riqualificazioni che da  mettere a disposizione delle nostre comunità, significano sviluppo, occupazione e diffusione della cultura sana dello sport, basata su lealtà, impegno, inclusione. Grazie a questo provvedimento ora l’Italia è più competitiva a livello internazionale, tornando a dire la sua in uno scacchiere molto combattivo.

Qui il mio intervento:
http://webtv.camera.it/archivio?legislatura=17&seduta=853&intervento=452966

 

 

 

“ITALIA ESEMPIO PER INCLUSIONE DISABILI”

(DIRE) – L’Italia rappresenta il migliore esempio di inclusione degli studenti disabili e questa legislatura ha posto ulteriori elementi di innovazione.

Il commissario per i Diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muiznieks- spiega- in occasione della pubblicazione del rapporto ‘Lotta alla segregazione scolastica in Europa attraverso l’istruzione inclusiva‘, riconosce i frutti di un percorso durato anni. Da quando, cioè, abbiamo abbandonato l’istruzione speciale o differenziale e ci siamo orientati verso un processo educativo d’integrazione, in una prospettiva inclusiva.

È, inoltre, evidente lo sforzo ulteriore fatto in questa legislatura con la delega sull’inclusione, con cui sono stati introdotti elementi di rafforzamento del sistema.

E’ stato un lavoro lungo che ha accolto molti suggerimenti delle famiglie e delle associazioni, interlocutori indispensabili per realizzare processi di inclusione scolastica sempre piu’ efficaci.

Per continuare su questa strada, il passo successivo dovrà essere quello di allargare ulteriormente la didattica inclusiva. Essa deve diventare una risorsa educativa al servizio dei bisogni educativi di tutti i ragazzi.

Il passaggio da una scuola che integra a una scuola che include continuera’ a essere il mio primo impegno e obiettivo politico.

PASSATA LA FESTA GABBATO LO SPORT. QUAL È IL PIANO DEL COMUNE DELLO SPORT A ROMA?

Nonostante il nubifragio imminente che avrebbe ancora una volta sottolineato l’impreparazione dell’amministrazione a gestire la città, qualche esponente M5S esaltava sui social i risultati della notte bianca degli impianti sportivi tenutasi sabato.

Non capisco cosa ci sia da festeggiare se la maggior parte degli impianti con concessioni comunali, soprattutto quelli in periferia dove lo sport “pubblico” può essere davvero una risorsa, non ha aderito all’iniziativa. Ma cosa ci si poteva aspettare? Da mesi le associazioni sportive trovano muri su importanti questioni che bloccano lo sport nella Capitale, dalla riassegnazione degli spazi (bandi a rilento, bloccati o inesistenti, anche per le palestre scolastiche) fino al regolamento sportivo che dopo un primo naufragio, non vede luce e non si capisce quando la vedrà, per non parlare dei rincari esorbitanti che già in passato ho denunciato (Qui quelli legati agli impianti di Corviale, che si è  visto richiedere l’aumento del 1000% del canone di affitto, retroattivo e a stagione sportiva in corso, ma ci sono casi simili in altre parti di Roma) e che di fatto precludono un futuro per impianti molto utilizzati dai cittadini romani.

Oggi Roma è una città sospesa, e lo è anche la possibilità di fare attività sportiva in impianti pubblici, l’amministrazione procede anche in questo campo con proclami e ostentando una serenità surreale, ma non dà risposte chiare, non offre programmi e prospettive. Dietro a questo ci sono cittadini che non sanno se potranno accedere ai servizi sportivi già dal prossimo autunno, famiglie che non sanno se i figli potranno fare sport a prezzi accessibili, gestori di impianti, magari impegnati in passato in ristrutturazioni e miglioramenti, che oggi non sanno cosa li aspetta per le loro attività, posti di lavoro a rischio.

Mi viene da dire che, passata le festa, chi rimane gabbato è lo sport e come accade ormai spesso, i cittadini romani.

Grave chiusura a disabili da parte scuola svizzera di Milano

Roma, 29 LUG – Il Velino/AGVNEWS “Apprendiamo da una notizia apparsa sulla stampa dell’approvazione del nuovo regolamento della scuola svizzera di Milano che sconsiglia l’iscrizione “essendo la Scuola Svizzera impegnativa e multilingue”, a studenti “affetti da disturbi dell’apprendimento, quali: dislessia, discalculia, Adhs, Sindrome di Asperger, autismo e disturbi comportamentali”. Ma anche “a studenti con gravi handicap motori”, essendo l’edificio su piu’ livelli, privo di ascensore. Precisiamo che le scuole svizzere in Italia non sono paritarie e non beneficiano di alcun finanziamento da parte dello Stato, tuttavia dal 1999 il certificato di maturità che rilasciano é riconosciuto in tutta Italia allo stesso livello di un diploma di scuola secondaria superiore secondo un accordo tra il nostro governo e quello svizzero.

E’ molto triste che nel nostro Paese, che, molto prima di altri, ha abolito le classi differenziali individuando nuovi modelli didattici in cui attivare forme di integrazione trasversale e in cui l’inclusione riguarda tutta la classe, si verifichino episodi di questo genere.

Il Pd, nel biasimare questa scelta, ribadisce il suo impegno per promuovere l’inclusione di tutti i bambini e ragazzi senza alcuna distinzione.

Ci dispiace per gli studenti della scuola svizzera che non potranno beneficiare della straordinaria esperienza di una scuola accogliente e inclusiva. Il successo formativo degli studenti dipende anche dalla capacita’ di comprendere le diversità e interagire con tutti, nessuno escluso”.

 

Lo dichiarano in una nota congiunta la responsabile scuola del PD Simona Malpezzi e la deputata della VII Commissione Laura Coccia.

“Ancora una volta questa amministrazione risulta inadeguata a gestire gli aspetti quotidiani della vita cittadina”

(ilVelino/AGV NEWS) Roma, 08 LUG – “Cosa sta succedendo sulle palestre scolastiche per i centri sportivi municipali? Nelle ultime settimane le dichiarazioni del Presidente della Commissione Sport di Roma Capitale ai giornali e una mozione votata all’unanimita’ dall’Assemblea Capitolina segnavano la strada della proroga delle concessioni. Questo, pur andando contro ogni proclama dei cinquestelle, avrebbe garantito l’inizio delle attivita’ in concomitanza con l’anno scolastico. Da quello che si apprende dai territori, pero’, sembra che i municipi a guida 5Stelle non siano intenzionati a seguire le direttive dell’Aula Giulio Cesare, aprendo di fatto un conflitto interno al Movimento. Alla fine, questa confusione e corto circuito tra aula consiliare e giunte municipali portera’ come sempre solo disagi e discriminazione tra i cittadini che rischiano di vedere partire le attivita’ sportive a macchia di leopardo sulla citta’ e creera’, ovviamente, un grave disagio alle associazioni sportive cittadine di cui vogliamo raccogliere e fare nostro il grido di allarme. Ancora una volta questa amministrazione risulta inadeguata a gestire gli aspetti quotidiani della vita cittadina, figuriamoci cosa accadrebbe in futuro se si dovessero affrontare temi piu’ complessi dell’ordinaria amministrazione”. Lo dichiarano in una nota l’on. Laura Coccia, Deputata romana del Pd e Orlando Corsetti consigliere dell’assemblea Capitolina.

Con la proposta 5 stelle sullo sport l’Italia sarebbe marginalizzata

(ANSA) – ROMA, 6 LUG – “L’ossessione dei Cinquestelle per i complotti e la demagogia fa perder loro di vista gli aspetti piu’ elementari dei provvedimenti: con la loro proposta l’Italia sportiva finirebbe marginalizzata rispetto al contesto internazionale. Stupisce che Valente non sappia, o faccia finta di non sapere, che porre un limite non di tre ma, come proposto dai grillini, di due mandati, significherebbe impedire al nostro Paese di uniformarsi al contesto internazionale. Ricordo al collega che un’entrata a gamba tesa della politica rispetto al principio di autonomia della sfera sportiva puo’ essere estremamente pericolosa. Le conseguenze potrebbero essere catastrofiche, dal momento che, come gia’ accaduto in altri casi, il nostro Paese uscirebbe dal ranking internazionale, perdendo cosi’ la possibilita’ sia di partecipare che di ospitare ai grandi eventi sportivi internazionali. L’introduzione di un limite ai mandati per i presidenti federali, un passo in avanti fondamentale e atteso per promuovere e garantire un ricambio costante ai vertici. Ancora una volta, insomma, i Cinquestelle ribadiscono i loro peggiori limiti: non sono in grado di elaborare una proposta che tenga conto della complessita’ del contesto. Oppure la conoscono ma le preferiscono la demagogia.

Buon lavoro Andrea Casu, adesso pensiamo a Roma tutti insieme.

Buon lavoro ad Andrea Casu, nuovo segretario del Pd Roma.

Dopo un lungo commissariamento avrà un compito difficile, ricompattare una comunità che in questi anni è stata travolta, insultata, e troppo spesso, considerata come responsabile della crisi in cui versa la nostra città.
Per riuscire in questo duro compito dovrà per prima cosa riunire e, per seconda, ricucire un tessuto sociale e politico con Roma e i romani, che in questi anni è andato smarrito.
Contemporaneamente, occorre portare avanti e coordinare le iniziative di opposizione dentro e fuori l’aula Giulio Cesare, raccontando delle scelte scellerate della Giunta Raggi che è sempre più allo sbando. Sono sicura che Andrea saprà mettere in campo tutta la sua energia e quella dei tanti militanti che contribuiranno a scrivere il futuro di Roma per ridarle il ruolo e le possibilità che merita.

Mi auguro che questo duro lavoro sia compiuto tenendo insieme le straordinarie risorse del nostro Partito. Qualsiasi altra strada ci consegnerebbe a un futuro incerto.

Infine, vorrei congratularmi con Valeria Baglio per la coraggiosa battaglia che ha condotto, per lo spirito di servizio con cui l’ha fatto e per la capacità che ha mostrato di saper costruire una squadra.

Mi auguro che la sua forza e la sua competenza diventino parte integrante del rilancio del partito democratico romano (come quelli di Andrea Santoro e Livio Ricciardelli a cui va il mio abbraccio).

Alla #RomaBloccata di questi anni dobbiamo rispondere con energia, riprendendo il cammino, insieme. Per davvero. Non possiamo perdere un giorno di più.

 

L’immgine in evidenza è presa da qui

OTTENUTO STOP AI TAGLI, SU DISABILI CONTINUEREMO VIGILARE

“OTTENUTO STOP AI TAGLI, SU DISABILI CONTINUEREMO VIGILARE” (OMNIROMA) Roma, 27 GIU – “La Giunta Raggi ci ha abituato a tutto e il contrario di tutto, quindi staremo a vedere se quanto emerge sull’assestamento di Bilancio sarà confermato e veramente operativo.

Intanto posso dire che avevamo ragione quando sostenevamo le battaglie per tutelare le persone disabili, in primis i bambini e le loro famiglie. E oggi la sindaca ci ha dato ragione.

Raggi e la sua Giunta per fortuna ci hanno ripensato e hanno capito che i risparmi non si fanno sulla pelle delle persone in difficoltà e i tagli non possono essere indiscriminati.

Se le intenzioni e le cifre verranno confermate, Roma raggiungerà un livello assistenziale appena sufficiente e noi continueremo a vigilare, ascoltare e dare voce alle bambine e ai bambini con disabilitá e le loro famiglie perché non ci siano altri colpi di mano come quelli del passato e, anzi, perché i fondi aumentino, affinché tutte le studentesse e tutti gli studenti abbiano pari opportunità”.

Vaccini: autodeterminazione? No responsabilità verso la comunità.

Gino Strada, un uomo che non può essere considerato servo delle case farmaceutiche, lo ha detto forte e chiaro: chi non vaccina i propri figli è un cretino. Il perché ce lo dicono la storia e i dati.

In Italia, purtroppo, il numero dei casi di malattie che pensavamo fossero state debellate è in costante aumento e quest’anno abbiamo registrato una crescita esponenziale dei casi di morbillo che ci inserisce nell’elenco dei Paesi a rischio epidemia.

Basterebbero i dati dell’OMS per rassicurare chi, in questi mesi, grida alla “dittatura del vaccino”: tra il 2000 e il 2013, la profilassi contro il morbillo ha impedito circa 16 milioni di morti. E chi oggi si lamenta dell’obbligatorietà dei vaccini, dovrebbe sapere che questa scelta è dipesa dal fatto che molte famiglie non vaccinano più i loro figli e che, per questo, il nostro Paese -a differenza di altri- è considerato a rischio.

L’obbligatorietà, dunque, diventa l’unico strumento per proteggere la nostra comunità, tutelare i più indifesi e dare un segnale a chi si affida a teorie rischiose e con dubbie evidenze e non agli scienziati. Quelle persone dovrebbero sapere che molte malattie (poliomelite, pertosse, difterite, vaiolo, etc.) sono state debellate con la profilassi vaccinale e che, oggi, proprio grazie ai vaccini circa 3 milioni di bambini vengono salvati da morte certa. Questo non è un dato soggettivo o confutabile, stiamo parlando della realtà delle cose.

Se diminuisce la copertura vaccinale salta la cosiddetta “protezione di gregge”, cioè una diffusione tale dei vaccini da rendere quasi impossibile la circolazione di virus e batteri che così, tra l’altro, proteggere anche chi non può vaccinarsi per motivi di salute. Ne va anche della solidarietà di una comunità, del senso di protezione diffuso di un bene comune: si vaccinano i propri figli anche pensando a quelli degli altri. Limitando la diffusione di un virus proteggiamo anche i più deboli (quelli che a causa di patologie non possono eseguire la profilassi). Oggi la copertura è drammaticamente diminuita e il rischio è aumentato esponenzialmente. Cosa dovrebbero fare le Istituzioni? Assistere con le mani in mano a questa regressione?

Bisogna dirlo chiaramente: i vaccini non sono una minaccia per i bambini e questo dato, come ho cercato di spiegare, è dimostrato dal numero di malattie debellate negli anni grazie alla profilassi di massa.

È drammatico come lo scetticismo verso le istituzioni stia portando molti genitori a rischiare la vita dei propri figli, esponendo a rischi anche chi non ha possibilità di scelta e non può vaccinarsi.

Bisogna fidarsi della scienza ed essere informati perché le malattie infettive non riguardano gli individui, ma intere popolazioni. Purtroppo, in una fase in cui la capacità di giudizio viene meno, lo Stato deve prendersi letteralmente cura dei propri cittadini.

Su questo tema può esistere libertà di scelta e di autodeterminazione? No, perché non vaccinarsi non ha esiti sulla salute del genitore ma su quella del figlio che non può scegliere e su quella degli altri che potrebbero subire gli effetti di una decisione che, troppo spesso, si fonda su convinzioni errate e infondate.

Quindi, bene il decreto e bene tutto il lavoro che verrà fatto in questi giorni nelle aule parlamentari per migliorarlo. La salute non è un gioco.

 

[l’immagine in evidenza è presa da qui]